insediamento culturale e germi di politica

 

 

 

BOLLETTINO INTERIORE

 

 

 

di carciofi singolari qualunque

 

 

 

 

 

Vista senza visione

La differenza tra reale e immaginario si traduce poi nella differenza tra vista e visuale da una parte e visione dall'altra.

ANONIMO PADOVANO

lunedì  29  maggio 2017  h. 8,50

 

 

La filosofia è libera perché ...

Come dicono Aristotele e ancor più Joachim Ritter, la filosofia (che si esplica nella theoria) è libera, perché non serve.

cfr. J. RITTER, Soggettività, trad. it. di T. GRIFFERO, Genova 1997, p. 76.

mercoledì  3 maggio 2017  h. 8,12

 

Potere

Il potere dà alla testa anche a chi non lo possiede, ma in questo caso la sbornia svanisce più in fretta.

E. CANETTI, La provincia dell'uomo. Quaderni di appunti 1942-1972, trad. it. di F. JESI, Milano 20068, p. 46.

martedì  7 marzo 2017  h. 12,22

 

Caritas cum amicitia

Il massimo della carità non sta nel soffrire con chi soffre, non sta nella condizione della sofferenza, il massimo della carità sta nel dolore per la sofferenza dell'altro: io non vorrei che tu soffrissi, io vorrei essere inutile. Il massimo della carità sta nel dolore di dover essere caritatevoli, nello strazio di dover donare qualcosa senza incontrare l'altro nella sua libertà. Il massimo della carità è dato nella possibilità di liberare l'altro a essere se stesso. Ma molte volte la carità altro non è che che vincolare, attraverso la dipendenza, l'altro a sé e quindi nell'apparenza massima del dono anche la grande malafede della sudditanza: io mi sento buono e tu resti debole

S. NATOLI, Stare al mondo. Escursioni nel tempo presente, Milano 2002, p. 59.

domenica 11  dicembre 2016 h. 9,42

 

Legno storto 

Per fortuna il legno storto della sinistra non è più rovescio. 

venerdì 12  agosto 2016 h. 16,53

 

Decontaminazione 

Dopo essere entrati nell'era dell'uranio e della contaminazione di massa, serve una decontaminazione individuale. Per questo una critica va fatta all'uomo atomico o forse no (1). 

(1) cfr. H. A. MURENA, Homo atomicus, trad. it. di L. CAMMARANO, Roma 2005.

martedì 24  maggio 2016 h. 10,42

 

Mostri di speranza 

I local, che in quanto no-global cattolici o no sono per il loro territorio mostri di speranza se sopravvivono all'eugenetica della globalizzazione, sono se non si integrano gioco-forza col pensiero collettivo dei new global profeti di speranza, polarizzandosi liberamente

martedì 24  maggio 2016 h. 7,30

 

Del ritorno delle streghe 

Amare non è consumare, in spagnolo comer, come invece dice Daniel Pennac (1). Ma di fronte all'irrompere della strega, bisogna escogitare delle contromosse (2). 

(1) cfr. D. PENNAC, Il paradiso degli orchi, trad. it. di Y. MELAOUAH, Milano 200439, p. 120.

(2) cfr. C. BUKOWSKI, Sei pollici, in BUKOWSKI, Storie di ordinaria follia. Erezioni Eiaculazioni Esibizioni, trad. it. di P. F. PAOLINI, Milano 19793, pp. 32-42.

domenica 8  maggio 2016 h. 10,25 - lunedì 9 maggio 2016 h. 14,32

 

Peculio ed emancipazione 

Con l'irrompere dell'ideologia familista lo Stato coglie l'occasione per non garantire più gli emancipati impoveriti con la disoccupazione, di cui si vergognano, ad esempio esentandoli dal pagare le tasse (o con altre iniziative per il diritto al lavoro e allo studio), ma i loro costi vanno in detrazione alla famiglia d'origine di cui rientrano a carico. Cioè lo Stato non si preoccupa più dell'emancipazione dei figli e riconosce comunque ai padri e alle madri alcuni loro costi. E' una regressione della società progressista fatta di uomini in quanto cittadini e un riconoscere il ruolo sociale della famiglia. Ma la Repubblica Italiana è fatta di cittadini che concorrono al suo progresso materiale e spirituale e non di famiglie che vi suppliscono. Ne deriva che per mancanza di pensiero sociale nello Stato viene meno la promozione umana dei giovani, per la cui emancipazione c'è bisogno di casa e lavoro. A parte il problema dell'emancipazione attraverso la casa (1), chi resta in quella dei genitori ma ha lavoro, ha diritto al proprio peculio conquistato non in battaglia ma con esso, cioè il salario, che gli è necessario per l'autonoma emancipazione definitiva.

(1) L. MENCARINI - M. L. TANTURRI, Una casa per diventare grandi. I giovani italiani, l'autonomia abitativa e il ruolo della famiglia d'origine, "Polis", XX, 3 (2006), pp. 405-429.

venerdì 6  maggio 2016 h. 14,55

 

Impolitico come politico d'occasione 

Politici d’occasione’ lo siamo tutti, quando deponiamo la nostra scheda elettorale o manifestiamo in maniera simile la nostra volontà, per esempio attraverso l’applauso o la contestazione in un’assemblea ‘politica’, quando teniamo un discorso ‘politico’. Per molti individui, tutto il loro rapporto con la politica si restringe a questo. Politici dilettanti sono oggi, per esempio, tutti quegli uomini di fiducia e dirigenti di associazioni partitiche politiche che solitamente esercitano tale attività solo in casi di necessità e non ne traggono in prima linea alcun vantaggio materiale né ideale per la loro vita.

M. WEBER, La politica come professione, trad. it. di E. COCCIA, Roma 1997, pp. 41.

lunedì 15 febbraio 2016 h. 10,50

 

Misericordia per i peccatori 

Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrifici. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.

MATTEO, 9, 13.

martedì 8 dicembre 2015 h. 14,31

 

 

Il pensiero dell'io 

La logica è una catena attaccata ad un gancio che, alla fin fine, si chiama 'io', Ed è da come la persona orienta il proprio 'io' che dipende il pensiero.

ANDREA CONZ, La ragion per cui, ebook p. 31.

venerdì 4 dicembre 2015 h. 19,35

 

La società del futuro 

La salvezza dell'uomo è nelle mani dei disadattati creativi.

MARTIN LUTHER KING

mercoledì 14 ottobre 2015 h. 12,55

 

Socialismo e ricchezza 

Io credo profondamente che noi socialisti dobbiamo cominciare col vivere poveri.

C. PEGUY, La parola piegata. Seduzione, manipolazione e asservimento nella comunicazione politica, a cura di A. PRONTERA, Roma 1996, p. 20.

mercoledì 6 maggio 2015 h. 7,30

 

Se uno crede... 

Se uno crede che il suo vicino sia uno sciocco e che sappia egli solo escogitare pensieri multiformi, costui si sbaglia di grosso ed è malato nella mente. Tutti noi, nessuno escluso, meditiamo multiformi idee ma c'è chi non mira a illeciti profitti e c'è invece chi ama raggiri astuti.

TEOGNIDE, Elegie, 221-226 (trad. it. di F. FERRARI, Milano 1989, pp. 109-110).

mercoledì 20 giugno 2007 h. 17,26

 

A Matilde, guerriera di vita 

 

Un soffio

un respiro

un gemito

incanto della natura fattosi creatura

nel volto e nel corpo ……………

riflesso di occhi che lenti dischiudono,

succhiare di bocca che a gocce si nutre,

forza delle mani che timidamente ricercano,

corsa dei piedi che muovono nell’aria,

battito del cuore che dentro riscalda,

 

è amore che non conosci ma sai che ti appartiene;

ti travolge e … porta “lontano” verso l’identità

       di un “nome” e del suo “disegno” ……… fragilità potente che disarma.

(MARIACRISTINA SESANA). 

giovedì 22 settembre 2005 h. 18,55

 

 

Per formiche solitarie di formicai distrutti 

 

"La formica è centauro nel suo mondo di draghi.

Deponi la tua vanità, non è l’uomo

che ha fatto il coraggio o l’ordine o la grazia,

deponi la tua vanità, dico, deponila!

La natura t’insegni quale posto ti spetta

per gradi d’invenzione o di vera maestria”.

(EZRA POUND, Cantos 81). 

mercoledì 30 giugno 2004 h. 10,49

 

Lo Stato è diventato una grande fabbrica 

"Lo Stato moderno sembra esser diventato davvero ciò che Max Weber vide in esso: una grande fabbrica. In generale, un'idea politica viene compresa solo quando si riesce a individuare la cerchia delle persone che ha un interesse economico plausibile a servirsi di essa a suo vantaggio".

(C. SCHMITT, Teologia politica. Quattro capitoli sulla dottrina della sovranità in Le categorie del "politico", trad. it. di P. SCHIERA, Bologna 1972, pp. 84-85). 

martedì 29 giugno 2004 h. 12,41

 

 

Siamo carciofi! ... ovvero - in una parola - sudditi!!! 

"In Occidente non abbiamo più la vitalità necessaria per difenderci da noi stessi. Dalle nostre parti se uno torna a casa la sera e trova la moglie a letto con un altro gli presenta il proprio biglietto da visita. Troppa modernità e troppa democrazia sono passate sulle nostre esistenze. Dovendo convivere con oligarchie arbitrarie, non rispettate, ma che detengono la forza reale, ci siamo abituati a servire e a subire ogni prepotenza. E il benessere ci ha reso la vita talmente cara che non c'è umiliazione che non siamo disposti a ingoiare pur di non metterla a rischio".

(M. FINI, Sudditi. Manifesto contro la democrazia, Venezia 2004, p. 116). 

mercoledì 2 giugno 2004 h. 12,35

 

 

Ingannevole è il cuore ... di J.T. Leroy 

"Ingannevole è il cuore più di ogni cosa" mi ha fatto perdere la testa (Bono Vox). "Ingannevole è il cuore più di ogni cosa e incurabile! Chi lo può conoscere?" (Geremia 17,9).

sabato 10 aprile 2004 h. 11,51

 

Il nostro specchio 

La società si riconosce nella città come l'individuo nell'oggetto: la città è dunque uno strumento d'uso collettivo.

(GIULIO CARLO ARGAN)

sabato 20 marzo 2004 h. 20,51

 

Ancora un po' di carne al fuoco

Ognuno di noi nasce in un'atmosfera d'idee e di credenze, elaborata da tutta l'umanità anteriore; ognuno di noi porta, senza pur saperlo, un elemento più o meno importante alla vita dell'umanità successiva.

(GIUSEPPE MAZZINI)

sabato 6 marzo 2004 h. 21,52

 

A portata di mano

§ 1. Delle cose che esistono alcune sono in nostro potere, altre no. In nostro potere sono l'opinione, il desiderio, l'avversione e, in una parola, tutte le nostre azioni. Non sono invece in nostro potere il corpo, il patrimonio, la reputazione, le cariche pubbliche e, in una parola, tutte le azioni che non sono nostre. Le cose che sono in nostro potere sono per natura libere, prive di impedimenti e di interferenze, quelle invece al di fuori del nostro potere sono deboli, schiave, piene di ostacoli, estranee. Ricorda che se consideri le cose schiave per natura come libere, e le cose che non ti appartengono come tue proprie, sarai impedito, soffrirai, sarai turbato, ti lamenterai degli dei e degli uomini; se invece consideri che solo ciò che ti appartiene ti è proprio, e invece, estraneo, come in effetti è, ciò che è estraneo, nessuno ti costringerà mai, nessuno ti ostacolerà, né tu ti lamenterai di nessuno, non accuserai nessuno, non farai nulla controvoglia, nessuno ti danneggerà, non avrai alcun nemico, perché non subirai alcun danno. Perciò, aspirando a cose così grandi, ricorda che non bisogna applicarsi con un impegno mediocre, ma che bisogna abbandonare del tutto certe cose, e differire altre per il momento. Ma se vuoi anche queste cose, e in più le cariche pubbliche e le ricchezze, forse non raggiungerai nemmeno queste ultime, per il fatto di aspirare alle prime; e certamente non otterrai quelle prime cose da cui solo derivano libertà e felicità. Perciò, di fronte ad ogni rappresentazione forte esercitati a dire: "sei solo una rappresentazione, non sei certo ciò che sembri essere". Quindi, indagala ed esaminala secondo le norme che possiedi, e soprattutto secondo questa: ha a che fare con le cose che sono in nostro potere oppure con quelle che non lo sono; e se ha a che fare con le cose che non sono in nostro potere, sia pronta questa risposta: "Non mi riguarda".

(EPITTETO, Manuale, trad. it. di M. MENGHI, Milano 20003, pp. 31-33)

mercoledì 18  febbraio 2004 h. 18,43

 

Seghe mentali

Dicesi sega mentale il pensare a cose che non hanno attinenza con la realtà. [...] La realtà è il nostro corpo e l'ambiente che ci circonda. [...] Il pensiero è fondamentalmente un surrogato dell'azione. [...] Il pensiero che non dà luogo all'azione è una sega mentale. [...] Il pensiero di problemi non reali è una sega mentale. [...] Il pensiero è molto spesso una manifestazione nevrotica.

(G.C. GIACOBBE, Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita, Milano 20046)

lunedì 16  febbraio 2004 h. 18,07

 

Che fare?

In politica un impegno ci vuole. Uno prima s'impegna, poi si spegna: sarebbe troppo comodo.

(Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi)

mercoledì 4  febbraio 2004 h. 12,14

Virus da palcoscenico

Tutto sta diventando un grande teatrino con infiniti attori che recitano la Vita perché ... è più facile che viverLa! Non voglio vivere nell'illusione; credo in ciò che non si vede ma che è vero e non falso! 

sabato 31  gennaio 2004 h. 10,04

 

Molla

Nella società dello spettacolo, lo spettacolo mi è indifferente. 

sabato 24 gennaio 2004 h. 7,53

 

 

Il titolo non c'è

Se la politica ha delle molle, non sono l'antidoto alla politica molle?

sabato 24 gennaio 2004 h. 7,47

 

Bestie con le guance rosse

L'unico obiettivo che in fondo si ha, che sa coagulare attorno a sé gli altri aspetti della propria vita morale, sta nel fatto che ci si vuole più di tutto magnanimi: ci si pensa come animali dall' anima infinitamente grande, che ha dentro di sé dignità e virtù. In realtà saremmo dei veri animali politici se riuscissimo ad organizzarci architettonicamente così da mostrare un optimus status rei nostrae. Di lì poi al crepuscolo degli idoli, per noi il passo sarebbe brevissimo.

domenica 18 gennaio 2004 h. 21,34

 

La pace del 2004

"Non siamo molto abituati a legare il termine “pace” a concetti dinamici. Raramente sentiamo dire: “quell’uomo si affatica in pace”, “lotta in pace”, “strappa la vita con i denti in pace”. Più consuete nel nostro linguaggio sono, invece, le espressioni : “Sta seduto in pace”, “sta leggendo in pace”, “medita in pace” e ovviamente “riposa in pace”. La pace, insomma, ci richiama più la vestaglia da camera che lo zaino del viandante. Più il caminetto, che l’officina brulicante di problemi. Più il silenzio del deserto che il traffico delle metropoli.

Più la penombra raccolta di una chiesa che una riunione di sindacato. Più il mistero della notte che i rumori del meriggio.

La pace richiede lotta, sofferenza, tenacia, rifiuta la tentazione del godimento. Non ha nulla  da spartire con la banale “vita pacifica”, non elude i contrasti. Si, la pace, prima che traguardo, è cammino, cammino in salita. Vuol  dire che ha le sue tabelle di marcia e i suoi ritmi. I suoi rallentamenti e le sue accelerazioni. Forse anche le sue soste. Se è così occorrono attese pazienti. E sarà beato, perché operatore di pace, non che pretende di trovarsi all’arrivo senza essere mai partito, ma chi parte."    

(don Tonino Bello)

venerdì 2 gennaio 2003 h. 10,55

 

Santo Natale 2003

"La difesa della pace deve dipendere da un principio radicalmente differente da quello che è in vigore oggi. La vera pace tra le nazioni non dipende dal possesso di un uguale rifornimento di armi, ma unicamente dalla fiducia reciproca".
(Papa Giovanni XXIII,
Pacem in terris, §. 113  -  nel culmine del periodo della "guerra fredda").

 

Grillo sparlante

   "Nessuno si può realisticamente aspettare che un cane possa essere eletto. Ma ci sono molte persone disposte a votarlo per rappresentare la propria insoddisfazione verso questo sistema politico."

(dal calendario di Frate Indovino - mese di Gennaio 2004)

 

sabato 20 dicembre 2003 h. 9,04

 

Luogo là dove ciò che accade accade

    "Il tempo agisce nel luogo, lo conserva e lo degrada.

I segni del tempo nel luogo, si relazionano al soggetto in un flusso di differenze.

    Il non-luogo è lo stare fisicamente in uno spazio ma essere proiettati in un altro.

Gli spazi che ogni giorno percorriamo, sono disposti e aperti da luoghi,

    L'essenza di questi si fonda sulle cose,

le cose che non solo appartengono ad un luogo ma sono "luoghi" e sono le sole che di volta in volta accordano degli spazi."

(da un lavoro di progettazione urbanistica di s.m. a.a. 1994-1995)

 

domenica 7 dicembre 2003 h. 20,41

 

Canto di me stesso

"Questi in realtà, sono pensieri d'ogni uomo in ogni epoca e luogo, non nascono con me,

Se non sono vostri quanto miei non sono niente, o quasi niente,

Se non sono l'enigma e la sua soluzione non sono niente,

Se non vi sono vicini quanto sono distanti non sono niente.

Questa è l'erba che cresce dovunque sia l'acqua e la terra,

Questa è l'aria che bagna il globo." 

(Walt Wihitman, "Canto di me stesso", n. 17, in Foglie d'erba, 1855)

domenica 7 dicembre 2003 h. 20,39

 

Pane e demenza

"Quando l’ultimo albero sarà abbattuto, l’ultimo fiume avvelenato, l’ultimo pesce pescato, vi accorgerete che non si può mangiare il denaro!"

(dalla lettera di un capo pellirossa al presidente degli Stati Uniti - seconda metà secolo XIX)

domenica 9 novembre 2003 h. 18,00

 

 

Fiere ironie

Quando mi sono trovato di fronte al giudice, la prima volta, le accuse erano talmente paradossali che ho scosso la testa e ho sorriso. Ho usato il sorriso che mi hai insegnato tu le volte che mi mettevi in guardia.

"Combattere all’assurdo è inutile. Quando la gente ti sommerge di infamanti bugie, opporsi è peggio. Non fai che dare soddisfazione ai tuoi nemici che ti provocano aspettando che tu reagisca, che ti rovini il cervello e lo stomaco nel difenderti, in nome della logica e della verità per poi attaccarti di nuovo, con la tecnica subdola che non ti dà pace".

Aggiungevi:

"Gli unici, intaccabili, sono i pensieri della tua ironia".

"In che senso?" ti chiedevo.

"Ammetti tutto. Anzi esaspera. Sii, nei tuoi stessi confronti, un accusatore, anche peggio di loro; così li sconcerterai. Esiste una felicità che nasce dal prendersi gioco dei maldicenti servendosi delle loro armi. La felicità di sapersi superiori alle menti maligne".

 

domenica 9 novembre 2003 h. 18,00

 

Meccanismi di salvezza

Addormentare la passione, anestetizzare la vita, consegnarsi totalmente ad un oppiaceo benessere. Vivere senza cuore perché in fondo non si è portati ad amare. Voler semplicemente diventare insensibili ad ogni forma di dolore. E’ questa la via meccanica dell’ultima canzone nucleare, la strategia di salvezza di un mondo in rovine.

Abbandonarsi passivamente al nulla. Rifiutarsi di agire. Vivere meno.

Ma è vana illusione: “Questo soltanto libera da ogni dolore –

scegli dunque:

la morte celere

oppure l’amore lungo” - F. Nietzsche, Poesie postume

domenica 9 novembre 2003 h. 17,43

 

Non castelli in aria...

 

 

Checche se ne dica ognuno - se può - deve riuscire a portare beneficio a se stesso; ognuno deve impegnarsi a costruire il proprio regno, abitare il proprio castello e riuscirvi.

Solo da lì procede la sua forza e la sua difesa. E' lì il suo rifugio e la sua felicità.

Dobbiamo forgiarci interiormente come dei diamanti per avere forze e sicurezze. Altrimenti veniamo imprigionati dalle forze barbariche del liberalismo capitalistico. Se perdiamo noi stessi ci ritroviamo proiettati nel globo come nel luogo dove il mostro abominevole del capitale prospera e grugnisce.

Divenuti uomini globali voliamo via nello spazio come dei palloncini. Così ci avviciniamo incautamente alla morte rimpiangendo la radice che ci dà luce. Perso definitivamente il senso della terra, siamo troppo deboli per crearne uno nuovo.

 sabato 25 ottobre 2003 h. 16,37

 

 

 

    Creative Commons License
   Quest'opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons.