insediamento culturale e germi di politica

 

 

 

 

 

 

 

QUADERNI

 

 

 

un'ora d'aria dal carcere

 

 

 

 

 

 

 

 Sogno di nuovo. La città.

ovvero farmacia e contaminazione civica di sogni di giovani per i giovani (*)

 

 

“Sogno e son desto” è stata una proposta di socialità dei giovani di Padova, in cui essi stessi si sono presentati alla città e hanno sperimentato il sogno del futuro in comune. Senza dubbio “Sogno e son desto” è la loro riuscitissima Festa, che si è svolta sabato 19 e domenica 20 novembre 2005 grazie ad un’organizzazione che ha coinvolto la rete dei gruppi giovanili, l’Ufficio Informagiovani e l’Assessorato alle politiche giovanili del Comune di Padova.

Tra gli eventi proposti nelle due giornate di festa, merita di essere raccontata la nostra esperienza, quella di due associazioni che si sono messe insieme, cioè l’Associazione Diritti Umani Sviluppo Umano e l’associazione Impolitika, che hanno proposto un momento unitario di contaminazione civica in un’allestita e fantomatica agorà. In essa hanno aperto una farmacia politica disponibile per quanti sentivano di aver bisogno di memi e ricostituenti cognitivi, che sono stati somministrati da due collaudati maestri farmacisti e maieuti del futuro come don Giuseppe Stoppiglia, Presidente dell’associazione Macondo, ed il professor Giuliano Lenci, Presidente del Comitato cittadino per il 60° della Resistenza.

Il sogno è stato, com’è ovvio, il tema centrale ed aggregante tutti gli altri: si è voluto sognare coi piedi per terra, ma anche spingersi di nuovo ad affrontare l’onirico della politica con l’avvertenza, però, di non addormentarcisi sopra, tenendo il cuore aperto verso il futuro e gli occhi dritti ai valori del passato, che si è riconosciuto degno di esser conservato ben vivo in memoria e mantenuto in comune.

Tra sentinelle della notte dove, però, tutte le vacche sono nere e neo-resistenze nella luce dove la parola d’ordine è comunque esistere e permanersi in vita – così come annuncia il vangelo imposto ai precari -, l’incontro è servito a squarciare le soglie delle giovanil speranze, o anche solo a decontaminare i desideri dei partecipanti dai consumi di massa per abilitarli a sognare, per così dire oltre la città di Padova anche quella di Utopia, ancora un po’.

 

 

Del resto quel ragionamento di Carlo Levi sulle mille patri italiane, ci ricorda che i nostri migranti di un tempo sognavano, per partire, un’America come doppio mitologico dell’Italia, per cui c’è da chiedersi oggi senza aver risposta se i giovani che rimangono da noi lo fanno perché sognano di nuovo un’analoga Italia come doppio mitologico dell’America o anche della Cina, o piuttosto perché sognano una nuova Italia all’interno della giovane Europa (UE, UE, UE).

 

Segreteria Impolitika

16 febbraio 2006

 

 

NOTA: 

(*) Pro-memoria in attesa di pubblicazione, richiesto dal direttore responsabile della rivista Contatto - mensile di cultura, informazione, attualità, arte, turismo e lavoro, edita dall'associazione culturale Contatto di Padova, e trasmesso alla sua redazione il 16 febbraio 2006. 

 

 

 

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